Indagine Assocalzaturifici: la scarpa vede nero e pianifica tagli ai costi

Per la scarpa italiana l'orizzonte è cupo

Come è andato il primo trimestre 2019? Quali sono le previsioni per i prossimi mesi? Che strategie stanno attuando le aziende per migliorare la competitività? Sono le domande che Assocalzaturifici ha rivolto agli associati per elaborare un’indagine congiunturale conclusa lo scorso maggio.

Pessimismo produttivo
Il trend al ribasso prosegue. Più di un imprenditore su tre ha osservato un peggioramento e, quindi, una ulteriore riduzione della produzione nel primo trimestre 2019 rispetto agli ultimi mesi 2018. Quasi la metà delle risposte ha segnalato “una variazione non sensibile dei livelli produttivi” e solo il 15,4% delle risposte ha registrato un miglioramento. Se, invece, si fa un confronto con il primo trimestre 2018, il dato negativo aumenta: il 58% dei rispondenti ha dichiarato una riduzione dei volumi prodotti.

Ordini in calo
Complessivamente gli ordini sono scesi dell’1,9% con un calo maggiore per quelli provenienti dall’estero rispetto agli italiani: -2,1% contro -1,1%. Il fattore (molto) preoccupante riguarda il fatto che i calzaturieri non vedono nessun mercato capace di avere un deciso trend positivo da aprile in poi. I migliori, al massimo, sono stabili: alcuni Paesi dell’Unione europea, Medio Oriente, Giappone e Cina. I peggiori sono Russia, Germania, Italia e Francia. Il mercato che dà migliori prospettive sono gli USA.

Tagliare i costi, un imperativo
Quasi 2 imprenditori su 3 punta alla razionalizzazione dei costi nella propria azienda. Non mancano gli investimenti nella ricerca di nuovi prodotti e di nuovi mercati. Al quarto posto arriva la ricerca di nuove strategie di distribuzione che, probabilmente, comprende anche il digitale. Al quinto posto gli investimenti per la promozione, poi per i nuovi processi produttivi/tecnologia 4.0. Infine, la sostenibilità e in fondo (a conferma di un settore in cui si fa fatica ad aggregarsi per colmare il gap dimensionale o anche solo per siglare redditizie sinergie) c’è la necessità di “alleanze/partnership con altre imprese”: due imprenditori su tre non la considera una priorità. (mv)

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