Italia a piedi scalzi: ulteriore contrazione dei consumi di calzature

In Italia si vendono solo le sneaker, soprattutto quando ci sono saldi e svendite. Crollano i consumi di scarpe per bambino e ragazzo, con la crisi che colpisce anche la fascia lusso in un mercato, quello domestico, che comunque rappresenta il terzo sbocco più importante per le calzature con 30 milioni di paia vendute, dietro Francia e Germania. E’ la sintesi del focus di Assocalzaturifici sul mercato Italia, che negli ultimi 13 anni ha ridotto i consumi del 20%. Il trend al ribasso è proseguito anche nei primi quattro mesi del 2014: –2,8% in quantità e -5,4% in spesa, con prezzi medi in calo del 2,6%. In controtendenza soltanto le “sportive e sneakers”: +1,2% in quantità, a fronte però di un -1,8% in valore, mentre il segmento “bambini/ragazzi” appare quello più colpito: -8,2% in volume e -13,2% in euro. Perdono quota anche le scarpe da donna (-5,7% e -7,2%), comprese quelle più costose: le scarpe sopra i 200 euro al paio sono risultate le più penalizzate. E’ cresciuta invece la fascia prezzo medio-alta, da 150 a 200 euro/paio. Il graduale calo dei consumi si somma a quello registrato negli anni scorsi e così i 185,2 milioni di paia acquistati nel 2000 si sono ridotti, nel 2013, a 162,6 milioni, con un calo del 12,2%. Gli italiani acquistano sempre di più quando ci sono i saldi o le svendite: nel 2012 sconti/svendite/saldi avevano superato la metà delle vendite complessive, nel 2013 hanno rappresentato il 56,9% delle vendite totali annue in volume e il 52,5% in valore. (mv)

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