La scarpa italiana nel 2018: prodotti 184,3 milioni di paia (-3,3%)

Cala la produzione. Calano aziende e addetti. Aumenta il valore. Un trend che caratterizza il 2018 e non si è esaurito nel primo trimestre 2019. Lo dimostrano i dati congiunturali della scarpa italiana presentati ieri a Milano da Assocalzaturifici, durante la sua Assemblea Annuale.

Il bilancio 2018
L’anno si è chiuso con una riduzione della produzione del 3,3% a quota 184,3 milioni di paia (oltre 6,3 milioni in meno rispetto al 2017). Calano anche le quantità esportate (-3,7%) e quelle vendute in Italia (-0,5%). Conseguenza diretta: si assottigliano il numero delle aziende (4.505 al 31 dicembre 2018 e -4,3% sul 2017) e quello degli addetti (75.680 e -1,2%). Il valore, invece, aumenta: +0,8% la produzione, +4,2% l’export, che tocca il record assoluto di 9,6 miliardi di euro.

Il primo trimestre 2019
Il trend, purtroppo, continua. Il primo trimestre 2019 ha registrato l’ennesima contrazione delle paia prodotte (-2,6%) ed esportate (-1,2%). Come nel 2018, cresce il valore: +0,3% la produzione, +6,1% l’export.

Meno aziende, meno dipendenti
Prosegue l’emorragia di aziende ed addetti, sia nei calzaturifici (-75 aziende e -426 occupati nei primi 3 mesi 2019, tra industria e artigianato) che nella componentistica (-41 aziende e -111 addetti). Totale, tra calzaturifici e componentistica: 116 aziende e 537 addetti in meno nel primo trimestre dell’anno in corso.

I mercati
L’analisi Assocalzaturifici evidenza come stiano performando in modo positivo Francia, Svizzera, Regno Unito e Spagna. Male Germania, mentre dalla Russia arriva l’eco di un nuovo tonfo: -21,3% in quantità. Prosegue la flessione del mercato domestico: l’Italia ha messo a segno il -2,3% in quantità, pari a un -3,8% in valore. (mv)

Nella foto Assocalzaturifici, la presidenza dell’associazione nominata durante l’Assemblea di ieri a Milano e in carica fino al 2023: da sinistra Federico Bartoli, Salina Ferretti, Giovanna Ceolini, Siro Badon, Giampietro Melchiorri, Pasquale Della Pia

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