La sportiva al tempo di CRV: bilanci (e non solo) per Nike e Anta

La sportiva al tempo di CRV: bilanci (e non solo) per Nike e Anta

I bilanci relativi al 2019, inevitabilmente, oggi sembrano appartenere quasi a un’altra epoca. Una sensazione condivisa a tutti i livelli della filiera, al punto che chi, per ragioni finanziarie, finisce per mettere in secondo piano i numeri di ieri per parlare di cosa sta accadendo oggi. E di cosa potrebbe accadere. Per esempio, i colossi Nike a Anta che dimostrano come opera la sportiva al tempo di CRV.

Le 3 fasi di Nike

Andy Campion, CFO di Nike, ha elaborato un calendario per guidare la multinazionale sportiva nella ripartenza post-pandemia. È strutturato in 3 fasi:
– un periodo di recupero, con la riapertura dei negozi;
– una fase di normalizzazione tra domanda e offerta;
– un ultimo periodo in cui la domanda registra una forte crescita.
Campion ha sottolineato come “la liquidità non sarà un problema per Nike“. Dal colosso della moda sportiva arrivano anche segnali incoraggianti. “Stiamo iniziando a vedere l’altro lato della crisi in Cina“, ha dichiarato il CEO John Donahoe durante la conferenza con gli analisti (fonte: Modaes). “Le prossime settimane saranno impegnative per coloro che vivono negli Stati Uniti e in Europa. Non posso prevedere quanto durerà questa fase. Ma la nostra esperienza in Cina, Giappone e Corea del Sud ci dà fiducia nel pensare che vedremo la fine della crisi”.

 

 

I dati di Nike

Nel terzo trimestre fiscale 2019/2020, terminato il 29 febbraio, Nike ha registrato un aumento delle vendite del 5%. Meglio di quanto atteso dagli analisti. Il calo dell’utile netto è stato, però, significativo: -23%. In questo periodo, le vendite in Cina sono diminuite del 4% a cambi costanti. Si tratta del primo calo dopo 22 trimestri consecutivi di crescita a due cifre. Nike è riuscita ad attutire il colpo grazie all’online che è cresciuto del 30% in Cina mentre i negozi erano chiusi. Oggi il colosso USA prevede vendite in aumento in Cina nel 2021. Il gruppo ha chiuso i primi 9 mesi dell’esercizio con una crescita del 7% del fatturato, che ha superato i 31 miliardi di dollari, e un aumento del profitto del 10% a 3,3 miliardi di dollari.

I record di Anta

Numeri record per Fila e per il gruppo cinese Anta che controlla il marchio di origine italiana. Anta Sports, che gestisce quasi 13.000 negozi, ha chiuso il 2019 registrando un aumento del fatturato del 40,8% e raggiungendo i 4,46 miliardi di euro (il controvalore odierno del valore espresso in yuan). L’utile netto è aumentato del 30,3%: 702 milioni di euro. La vigorosa crescita del colosso cinese degli articoli sportivi è stata trainata dal boom del marchio Fila che l’anno scorso ha fatturato addirittura il 73,9% in più del 2018, arrivando a 1,94 miliardi di euro. “Di fronte alle crisi in agguato, le imprese non dovrebbero fare affidamento solo su reazioni rapide e decisive. Dovrebbero anche valutare se la loro normali attività sono affidabili e solide. Questa è la chiave per la sopravvivenza e il successo” ha affermato Ding Shizhong, presidente del CdA e CEO del gruppo asiatico. (mv)

Immagini tratte da nike.com e fila.com

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