Le difficoltà del calzaturiero pesano sull’industria marchigiana

I dati dell’indagine trimestrale “Giuria della Congiuntura” di Unioncamere Marche, tra aprile e la fine di giugno, non lasciano spazio a interpretazioni. Da giugno 2011 il sistema produttivo marchigiano non cresce più e da due anni sono in calo anche fatturato e ordinativi. Nel secondo trimestre 2013, secondo l’indagine, la produzione industriale ha perso il 3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente mentre il fatturato è sceso del 3,9% e gli ordinativi del 3,7%. Si fermano gli scambi con l’estero, rimasti sostanzialmente invariati (+0,1%), mentre nei trimestri precedenti avevano sempre mostrato segnali di crescita. Ad andar bene sui mercati esteri rimangono l’abbigliamento (fatturato +4,4%) e la meccanica (+2,6%) mentre gli altri settori perdono quote di mercato. A pagare il prezzo più alto della crisi sono ancora una volta le micro e piccole imprese. Peggio di tutti va il settore calzaturiero (-5,3% la produzione e -4,5% il fatturato seguito dall’abbigliamento -4,2% e -4,5%) le cui difficoltà hanno penalizzato in generale le imprese del fermano, che hanno perso il 4,2% dei livelli produttivi, e quelle maceratesi (-3,7%). Secondo Adriano Federici, presidente di Unioncamere Marche, “gli imprenditori si aspettano un autunno difficile e sperano nel 2014, ma servono provvedimenti capaci di rilanciare i consumi e ridurre il prelievo fiscale”. Intanto l’andamento della produzione industriale ha fatto registrare l’ottavo trimestre consecutivo di recessione. (mc)

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