L’eccellenza calzaturiera di Santoni e la qualità della pelle che utilizza, raccontati da un reportage online

Prima si controlla la pelle, poi la si taglia e la si cuce, successivamente si assemblano le diverse parti della calzatura e infine la si rifinisce. Con una serie di scatti fotografici e brevi descrizioni delle diverse fasi di lavorazione, il giornalista David Celdran del portale ANC ha raccontato il lungo e meticoloso processo seguito dal Calzaturificio Santoni per la produzione delle sue creazioni nel laboratorio di Corridonia (Macerata). Potete leggerlo cliccando qui.
Il tour dell’azienda inizia dai magazzini dove viene conservata la pelle pregiata di cui sono fatte le scarpe Santoni, un materiale “naturalmente elastico e per questo facilmente lavorabile dagli artigiani calzaturieri” spiega Celdran. Le pelli, una diversa dall’altra, passano poi dalle mani sapienti di artigiani specializzati che trattano e tagliano la materia prima con precisione. “Nella maggior parte dei calzaturifici del mondo, e anche in Italia, le macchine hanno sostituito gli operai nella fase di montaggio – riprende il giornalista -. Da Santoni, invece, l’assemblaggio è ancora affidato alle mani degli artigiani”. La calzatura inizia ad assumere la sua forma tridimensionale e si completa con l’invollaggio delle parti che compongono la suola. Infine, uno dei passaggi più importanti, quello dell’esclusiva “velatura“: “I professionisti della scuola d’arte di Santoni applicano da 4 a 15 strati di tinta per creare un effetto sorprendente sulla pelle. La pelle bianca funge da tela e ogni tinta, dalle migliaia sviluppate da Santoni dal 1978, ha una sua ricetta segreta”.

Nella foto uno screenshot del servizio

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