Marche, l’Area di Crisi Complessa chiede 100 milioni al Governo

Marche, l’Area di Crisi Complessa chiede 100 milioni al Governo

100 milioni di euro per 6 mesi. Destinatario: l’Area di Crisi Complessa marchigiana. È questa la proposta-richiesta lanciata da Confindustria Centro Adriatico per ridurre il costo del lavoro. Fine ultimo: far diventare il territorio competitivo nei confronti delle altre produzioni europee. Per esempio, quella portoghese e spagnole. E, in questo modo, intercettare ordini che, per forza di cose, in questo momento la Cina non può garantire.

Trasformare la paura in coraggio
Giampietro Melchiorri
, vicepresidente dell’associazione, gioca in attacco contro Coronavirus: “Bisogna trasformare la paura in coraggio e l’imprevisto in opportunità. Come possiamo evitare che le produzioni che prima venivano fatte in Cina prendano altre direzioni? Per esempio: Portogallo, Spagna, Albania e Turchia? Dobbiamo riuscire ad abbassare il costo del lavoro. Il modo c’è. Ne parleremo con i vertici del MISE fin dalla prossima settimana. Il nostro distretto è già attenzionato dal Governo. Siamo un’area speciale a tutti gli effetti”.

 

 

E poi?
Melchiorri non si ferma alla richiesta di 100 milioni al Governo. E, alla domanda su come il distretto potrebbe far fronte all’ipotetico aumento della produzione con le piccole strutture di cui dispone, risponde così. “Organizzeremo le produzioni in modo tale da rispettare i tempi di consegna, sapendo che, se da soli non si è in grado, c’è sempre il collega a 100 metri di distanza. Così si formerebbero le famose reti di cui tanto parliamo. Sarebbe anche la risposta ai bandi per l’Area di Crisi Complessa”. (mv)

Foto d’archivio La Conceria e, nel riquadro, Giampietro Melchiorri (immagine tratta da confindustriacentroadriatico.it)

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