Nike: male i profitti, bene le vendite, ma Wall Street la premia

Nel secondo trimestre del 2012 (chiuso il 30 novembre) i profitti di Nike si sono ridotti del 18%, ma ieri il dopo-mercato di Wall Street ha reagito positivamente proiettando il titolo a 104 dollari, in crescita del 5.3%. La reazione degli investitori è dovuta ai numeri delle vendite, in crescita tranne quelli dei mercati cinese (-11.2%) e dell’Est Europa. La calzatura infatti segnala un +6.7 % (3.3 miliardi di dollari) mentre per l’abbigliamento siamo al +7.2 (1.8 miliardi). L’area geografica trainante per vendite e profitti è quella nordamericana con un’espansione del 17.2 % e incassi in crescita di oltre il 30% (556 miliardi).
Se i mercati finanziari hanno trascurato il calo dei profitti è anche per una ragione: si tratta di un dato solo contingente derivato dalle cessioni di Cole Haan e Umbro che hanno imposto perdite per 137 milioni . La multinazionale americana ha infatti scelto di liberarsi di brand non in linea con la natura sportiva del suo business, che include anche Converse, Jordan e Hurley. (p. t.)

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