Pelli ed export: la centralità italiana degli spagnoli di Pitillos

Pelli ed export: la centralità italiana degli spagnoli di Pitillos

Pitillos cresce grazie all’Italia, dove compra la pelle e dove vende le sue scarpe. Il calzaturificio spagnolo, fondata nel 1981, ha chiuso il 2019 con un incremento delle vendite del 10%, Crescita che gli ha permesso di superare la soglia dei 50 milioni di euro. Tra pelli ed export, la centralità italiana è lo strumento del suo successo.

La centralità italiana, pt 1

“Il mercato sta vivendo una situazione molto complicata. Il nostro obiettivo per il 2020 è quello di confermare i nostri risultati 2019. Se li raggiungiamo, avremo già ottenuto un importante progresso” afferma Silvia Hernández, direttore generale di Pitillos, a al portale modaes.es. La quota export del calzaturificio spagnolo è pari al 20%. Ma è proprio sulle vendite all’estero che Pitillos vuole concentrarsi per poter espandere il proprio giro di affari. Tra i mercati principali c’è l’Italia, poi Irlanda, Francia, Belgio e Polonia. Il ruolo dell’Italia è centrale in questa strategia. Del resto, a Milano l’azienda ha il proprio showroom, “base per posizionare il marchio in Europa” ha detto Hernández.

 

 

La centralità italiana, pt 2

Pitillos produce 1,2 milioni di paia di scarpe l’anno e dà lavoro a 200 persone. Solo due anni fa ha introdotto la sneaker nella sua collezione per “adattarci a questa tendenza in modo da non restare indietro” ha commentato Silvia Hernández. La società dichiara di acquistare dall’Italia il 90% del fabbisogno di pellame. In prevalenza vitello, oltre a capra e bufalo. E non solo, visto che anche la vernice occupa un posto di rilievo tra i tipi di pellami utilizzati. (mv)

Immagini tratte dal profilo Instagram di Pitillos

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