Portogallo, il 61% dei calzaturifici ha ordini per almeno due mesi

Portogallo, il 61% dei calzaturifici ha ordini per almeno due mesi

In Portogallo l’industria calzaturiera avverte i primi segnali di ripresa. Quasi due aziende su tre hanno ordini per almeno due mesi. Mentre ad aprile un’azienda su due era stata costretta ad interrompere l’attività produttiva, nell’ultima settimana di maggio solo il 10% delle società non era ancora ripartita in pieno.

Ordini per almeno due mesi

Per monitorare l’andamento di Covid-19 nel Paese, APICCAPS, l’associazione della scarpa portoghese, ha istituito il “Weekly Situation Survey”. L’ultimo sondaggio riporta i risultati confortanti: il 61% delle aziende, dicevamo, ha dichiarato di avere in portafoglio ordini sufficienti per almeno due mesi di produzione. Solo il 6% delle aziende aveva invece ordini per una settimana di lavoro o meno.

Piena attività (o quasi)

Il comparto calzaturiero lusitano è tornato in piena attività. Nell’ultima settimana di maggio solo un’azienda su dieci non aveva ancora riaperto. Il primo motivo di disagio è la riduzione degli ordini a livello internazionale, mentre al secondo posto figura la mancanza di materie prime, in particolare quelle importate. Solo il 13% dei dipendenti, intanto, non è ancora tornato sul posto di lavoro.

Segnali critici

Ma i problemi non mancano certo. E sono quelli che attanagliano tutte le produzioni calzaturiere, in particolare quelle europee. In Portogallo, il “licenziamento semplificato” era la misura preferita per il 71% delle società. Inoltre, due aziende su tre hanno già utilizzato le linee di credito straordinarie offerte dal Governo o contano di farlo in futuro. (mv)

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