L’enorme mascherina in pelle di Gaio il calzolaio lancia 2 messaggi

L'enorme mascherina in pelle di Gaio il calzolaio lancia 2 messaggi

L’enorme mascherina in pelle e due messaggi importanti: rispettiamo le regole e salviamo la pelle. L’idea è di Michele Massaro. Il calzolaio veronese, famoso in tutta Italia come Gaio il calzolaio e divenuto nei suoi 25 anni lo sciuscià dei Vip, ha unito le forze con l’amica sarta Nawal. Una sorta di opera d’arte che ora Massaro vorrebbe esporre in piazza San Marco a Venezia per sensibilizzare la gente e ringraziare chi si è prodigato durante la crisi del Coronavirus.

L’enorme mascherina in pelle

“L’idea mi è venuta all’improvviso, una mattina alle 5 – racconta Massaro -. Per giorni ho sentito ai TG il presidente Luca Zaia e il sindaco di Verona Federico Sboarina ripetere che era importante indossare la mascherina, cosa che qualcuno non faceva. Mi sono chiesto cosa potevo fare e mi è venuta in mente questa mascherina gigante in pelle”. Uno strumento utile a un duplice scopo: da un lato sensibilizzare i concittadini sull’importanza del rispetto delle regole e dall’altro promuovere l’uso della vera pelle. “Ho contattato un amico che un tempo faceva il commerciante di pelle, un mestiere che gli ha tramandato il padre, e gli ho chiesto se me ne poteva fornire un po’ – continua Massaro -. Lui mi ha portato due mezze bovine e da lì ho cominciato a lavorare alla mascherina gigante con Nawal, una sarta bravissima”. Per realizzare questa “mascherona” larga 1 metro e mezzo e lunga 1 metro e 20 hanno impiegato tra le 15 e le 20 ore, tempo rubato al relax e al riposo. Il tutto è stato poi completato dal ricamo di una scritta, “Salviamo la pelle”, e dall’apposizione del Leone di San Marco.

Salviamo la pelle

“La pelle è un materiale naturale e salubre. Sono caratteristiche che andrebbero promosse di più, magari anche con spot pubblicitari o altre campagne di comunicazione – riprende Massaro -. I materiali sintetici saranno il frutto di studi approfonditi, ma non possono avere le qualità della pelle, il suo profumo, le sue doti naturali insomma”. E pensando al passato il calzolaio si rammarica un po’. “Mio padre, che purtroppo non c’è più, mi parlava spesso delle scarpe in pelle e delle suole in cuoio, dei loro vantaggi – continua -. Ora non sono così richieste, e anche nella mia bottega ne realizzo davvero poche”. Un messaggio importante per diffondere il quale Gaio il calzolaio spiega di aver cominciato a muoversi per contattare una conceria del distretto veneto, ma è disponibile ad altre collaborazioni. “Mi piacerebbe portare la mascherina gigante in piazza San Marco per farla vedere a tutti – conclude – e poi magari incontrare il presidente Zaia per consegnargliela o fargliela almeno vedere di persona”. (art)

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