Proteste in Vietnam, sospesa la produzione Nike

Nike ha appoggiato la decisione dei fornitori vietnamiti di sospendere preventivamente la produzione in seguito alla sollevazione operaia iniziata ieri contro le trivellazioni cinesi all’interno di un’area del mare a Sud della Cina, rivendicata da Hanoi. “Siamo preoccupati per gli incidenti degli ultimi due giorni – ha scritto alle agenzie Kate Meyers, direttore della comunicazione del colosso di Beaverton – e condividiamo la decisione di chiudere diverse fabbriche poiché nasce da esigenze di sicurezza. Siamo in continuo contatto con i nostri fornitori”. La chiusura non riguarda quindi solo la Yue Yuen, che aveva annunciato ieri la chiusura temporanea delle operazioni. L’azienda taiwanese produce in Vietnam un terzo delle 313 milioni di paia prodotte nel 2013. Sono centinaia le fabbriche, non soltanto di proprietà cinese, prese d’assalto. Circa 20 mila operai hanno forzato i cancelli d’ingresso e mandato in frantumi i vetri degli stabilimenti, ma nessuna azienda segnala danni ai macchinari. “I danni sono solo vetri rotti, siamo stati fortunati” precisa Lee Hsueh Ying, manager della taiwanese Hwa Jong Garment Accessories Ltd. che opera nel Vietnam-Singapore Industrial Park di Binh Duong. Le azioni del calzaturificio Kingmaker Footwear Holdings Ltd sono scese del 6% alla notizia di sospensione della produzione; analoga sorte per Yue Yuen, scesa oggi dello 0,5% e del 5% il primo giorno di una protesta, al termine della quale si segnalano almeno 128 feriti e un morto, quest’ultimo d’infarto, in una fabbrica di acciaio a Vung Ang. (pt)

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