Puglia, dopo 11 anni si sbloccano i fondi del progetto PIT 9: per il tessile-calzaturiero salentino 18,6 milioni di euro

Per la scarpa italiana l'orizzonte è cupo

Un accordo tra Ministero dello Sviluppo Economico, Regione Puglia e Invitalia riporta nel tessile-calzaturiero (TAC) salentino 18,6 milioni di euro, già stanziati nel lontano 2004 nell’ambito del PIT 9, il progetto integrato territoriale pensato per dare forza alla filiera regionale. A partire dal 29 marzo e fino al 28 maggio la procedura sarà attiva sul portale di Invitalia per la richiesta di investimenti compresi tra 1,5 e 3 milioni di euro, dedicati a progetti per nuove strutture o per il miglioramento produttivo nelle zone industriali di 39 comuni salentini. Previste premialità per chi si insedia in immobili già esistenti e per chi assume personale disoccupato anche over 45.

E ora presto

“Sono stati necessari undici anni per ottenere questi fondi – sottolinea Michele Zonno, presidente della sezione TAC di Confindustria Lecce – e ora abbiamo un mese e mezzo per approntare nuovi progetti. Ma lo scenario produttivo del TAC salentino è cambiato, abbiamo avuto la crisi, ci lasciamo alle spalle anni di ripresa e lavoro intenso ma dobbiamo fronteggiare un futuro ricco di incognite”. Lo scenario che si prospetta nel Salento, dove le griffe hanno insediato interi processi di produzione e dove resistono piccole aziende calzaturiere che fanno prodotto di altissima qualità, alla luce dei fondi PIT è sfaccettato: “In tanti hanno fatto investimenti per migliorare la produzione in questi anni – ricorda Zonno – e quindi dovrebbero inventarsene di nuovi. Ma potrebbero arrivare nuove realtà ad investire in Salento o potremmo assistere a joint venture tra i grandi marchi e le aziende del territorio, come già accaduto nelle Marche o in Toscana in altri distretti del tessile calzaturiero italiano”. (aa)

 

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