Puma delude e spera nei Mondiali di calcio

Puma confida nei mondiali di calcio per invertire la rotta, ma per ora il brand sportivo controllato da Kering non vede segnali positivi. Nel quarto trimestre i ricavi scivolano del 13,2%, 698,3 milioni di euro a fronte dei 718 previsti dagli analisti. La calzatura ha accusato una decrescita del 13%. Terza al mondo per fatturato dopo Nike e Adidas, Puma ha recentemente adottato decisioni di marketing che spera possano sortire effetto nel 2014, come strappare la sponsorizzazione dell’Arsenal a Nike e vestire Mario Balotelli, ma soprattutto punta sull’esposizione che il marchio avrà in Brasile, dove un quarto delle 32 nazionali partecipanti ai Mondiali di calcio (Italia inclusa) vestono la sua etichetta. E’ ciò che ha affermato ieri l’ex calciatore norvegese Bjoern Gulden, chiamato a capovolgere le sorti del brand: “Non c’è dubbio che il marchio manchi di traino, lustro nei prodotti e un’ideale distribuzione. I conti non si capovolgono celermente, ma nel 2014 assisteremo all’inversione”. Tra le decisioni, quella di chiudere il centro di sviluppo che aveva base in Vietnam (perdita di 129 milioni di euro) e trasferire lo staff della produzione da Londra al quartier generale di Herzogenaurach. (pt)

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