Russia, l’etichettatura obbligatoria è in vigore (forse)

Russia, l’etichettatura obbligatoria è in vigore (forse)

Dal primo marzo in Russia è entrata in vigore l’etichettatura obbligatoria per le calzature. Dalla stessa data è vietata la vendita all’ingrosso e al dettaglio di scarpe non contrassegnate. C’è un però. La legge non avrebbe avuto ancora piena applicazione: circola la voce di una proroga in arrivo.

È in vigore (forse)

Come scrive la testata shoes-report.ru, il Ministero russo dell’Industria e del Commercio preparava un disegno di legge per rinviare l’introduzione dell’etichettatura obbligatoria delle scarpe. Secondo il disegno di legge, tutto sarebbe da posticipare di 4 mesi: la marcatura obbligatoria posticipata al primo luglio e l’etichettatura delle scorte di magazzino al primo settembre (attualmente è al primo maggio). Tuttavia, il disegno di legge non è stato ancora sottoposto al vaglio dal governo della Federazione russa.

 

 

Il commento

“La proroga non è ufficiale, ma in Russia è considerata ufficiosa – ci dice Arturo Venanzi, del Calzaturificio Franceschetti di Montegranaro –. I buyer russi più grandi e organizzati si sono attrezzati da tempo. Noi produttori seguiamo le loro disposizioni. In alcuni casi non ce ne occupiamo direttamente: paghiamo un tot al paio (in genere 0,60-0,80 euro) per il servizio e sono loro ad occuparsi di tutto. In altri casi stampiamo e incolliamo le etichette che il cliente ci prepara online. I clienti più piccoli invece non sono ancora preparati. Aspettano l’ultimo minuto e anche oltre. Infine, ci sono anche degli spedizionieri italiani che offrono il servizio di etichettatura per la Russia.”. Come vanno con loro gli affari? “Molti di loro ci avevano dato come termine massimo di spedizione i primi di febbraio, così da far arrivare la merce in dogana prima del primo marzo. Poi tutto è rallentato quando è iniziata a circolare la voce della possibile proroga”. E ora? “Resta il fatto che se il cliente russo – conclude Venanzi – non si attiva presso l’autorità russa, cui solo lui può accedere, all’azienda italiana non rimane nulla da fare. Ancora c’è tanta confusione, aumentata da questa proroga che tutti considerano come effettiva ma in realtà non c’è”. (mv)

Foto della Piazza Rossa di Mosca da Wikipedia

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×
Sei un nuovo utente? Abbonati/Registrati