Sant’Elpidio a Mare: iniziato il processo alla “filiera delle false Hogan”


Presso il Tribunale di Sant’Elpidio a Mare è iniziato il processo contro Z.S., cittadino cinese con un laboratorio a Monte Urano, uno degli anelli di produzione di una rete che si era formata in zona per la produzione e la vendita di false scarpe Hogan ma poi sgominata nel maggio del 2009 attraverso un blitz della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. La retata coinvolse aziende di Sant’Elpidio a Mare, Monte Urano, Montegranaro e Ripatransone, furono sequestrate oltre 5 mila paia di scarpe pronte per essere collocate sul mercato, oltre a materiale per la produzione. A ricostruire alcuni risvolti dell’indagine è stato il maresciallo capo delle Fiamme Gialle sambenedettesi, che, ascoltato come teste, ha risposto alle domande del pm e degli avvocati: “In mattinata, avevamo fatto un blitz presso una tranceria di Casette d’Ete – ricorda il finanziere – dove avevamo sequestrato oltre 100 paia di scarpe finite, 250 paia di tomaie, 400 suole ed altro materiale. Era stato lo stesso proprietario ad indicarci e ad accompagnarci presso la ditta che si occupava dell’orlatura delle tomaie del cinese. Durante la perquisizione abbiamo scoperto diversi modelli e circa 250 ritagli in gommapiuma e pelle a forma di H, il logo della Hogan che va apposto sulla parte laterale della tomaia”. Ad essere ascoltato anche un dipendente della Tod’s, che il giorno del sequestro fu convocato nella caserma per confermare che si trattasse di calzature contraffatte. “Esaminammo alcune scarpe a campione – ha ricordato l’uomo – nelle quali mancavano diversi segni identificativi: la leggera difformità, voluta, della suola,  l’etichetta ed il logo non erano perfetti. Ogni paio di scarpe valeva, all’epoca, intorno ai 200 euro”. (m.v.)

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