USA e Russia, nel primo trimestre la scarpa non vende: attesa fiscale a Washington, fattore climatico a Mosca

Usa e Russia deluse dalle vendite di scarpe nel primo trimestre. Negli Stati Uniti la spesa complessiva dei consumatori è cresciuta dell’1,1% da gennaio a marzo 2018, il tasso più basso dal 2013. Ciò è stato in parte determinato dal rallentamento degli acquisti di “beni discrezionali” come scarpe, abbigliamento e automobili. Gli economisti sostengono che i risultati deludenti sono tipici del primo trimestre dell’anno, perché le famiglie pianificano gli acquisti e attendono i rimborsi fiscali. I consumi, dunque, dovrebbero riprendersi entro la fine di giugno. Come riporta Footwear News, un recente sondaggio di National Retail Federation e Prosper Insights & Analytics ha rilevato che la maggior parte dei contribuenti avrebbe destinato il rimborso fiscale al risparmio e solo il 10% lo avrebbe utilizzato per fare spese (anche) di abbigliamento e scarpe. In Russia, invece, attribuiscono le scarse vendite al fattore climatico. Secondo Shoes Report l’inverno tardivo ha determinato lo spostamento degli acquisti delle collezioni primavera-estate al secondo trimestre dell’anno (per esempio, il sell out trimestrale di Obuv Rossii è diminuito del 10,9%). Con l’arrivo della primavera, il mercato, effettivamente, si sta rianimando. Lo conferma Julia Dutey, direttrice marketing della Divisione Russa di Geox: “Con un netto miglioramento del clima all’inizio di aprile, le vendite sono balzate immediatamente ai massimi livelli”. (mv)

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