Clariant vuole uscire dalla chimica conciaria


La produzione per l’industria conciaria porta sempre meno profitti e Clariant, leader mondiale multisettoriale della chimica, avrebbe deciso di disfarsene. Lo scrive l’agenzia di stampa Bloomberg. Kai Rolker, portavoce aziendale, avrebbe commentato: “E’ un buon settore, ma non coincide più coi nostri obiettivi”.
Da noi contattato, l’ufficio stampa centrale della multinazionale svizzera ha precisato: quella pubblicata da Bloomberg è una notizia non confermata e non ufficiale, ma c’è un progetto di cessione al vaglio della direzione di gruppo.
Nel 2011 la divisione cuoio della multinazionale svizzera ha generato 265 milioni di franchi (230 milioni di euro), importo che distrae i piani per il 2015 mirati, afferma Rolker, a raggiungere un profitto al netto di interessi, tasse e delle ammortizzazioni dei costi del 17% (il cosiddetto ebitda).
Quella della chimica per pelli e produzioni intermedie sarebbe il secondo settore ceduto da Clariant quest’anno, dopo quello degli emulsionanti per carta e tessuti. Il rallentamento generale nella richiesta di prodotti chimici in Europa ha così indotto il presidente Hariolf Kottmann ad allungare l’elenco delle divisioni in uscita, che dovrebbe prevederne una terza.
L’interesse della società con sede a Basilea si concentra perciò su solventi e catalitici per i comparti petrolifero e minerario. L’azienda svizzera ha anche appena annunciato il nome del funzionario che siederà proprio a capo del reparto petrolio e miniere, John Donne, ex general manager di Clariant (Gulf) Fze negli Emirati Arabi. Lo scorso mese la società ha riportato un declino dei profitti su base annuale del 40% (da 53 a 40 milioni di franchi svizzeri), nonostante vendite superiori del 3% con cedimento dell’ebitda del 7%. (p.t.)

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×
Sei un nuovo utente? Abbonati/Registrati