Tutti a parlare di wet white, ma il cromo 3 non fa male!

”Colpa del Reach: tutti ormai chiedono solo pelli wet white, ma risulta poco comprensibile demonizzare il cromo 3, che non è dannoso, senza dimenticare che conciare in bianco non è certo più sostenibile a livello ambientale”. Sono parole di un produttore chimico toscano che ha esposto durante Lineapelle (Fieramilano Rho, 25/27 febbraio). Il tema è all’ordine del giorno, perché qualsiasi sia la destinazione d’uso del finito, i clienti, per timore di vedersi contestare i loro prodotti perché contengono valori di Cr3 inferiori anche di molto alla soglia massima, ne chiedono l’azzeramento. Ma si dimenticano o non sanno che (come pubblicato dal settimanale Mdp-LaConceria in più occasioni) che “il cromo 3 è presente nella dieta umana, nell’aria, in articoli in pelle, nei coloranti dei cosmetici, nell’acciaio inossidabile, nell’odontoiatria. Il suo ciclo va dalla roccia al suolo, alle piante, agli animali, agli umani e quindi nuovamente alla terra. È in atmosfera, emesso dalle forme di vita, dai processi di combustione, compresi gli incendi delle foreste. È fondamentale nei mammiferi. Le irritazioni cutanee, determinate  da oggetti in pelle, sono molto rare legate a soggetti già ipersensibili, e provengono da tracce di esavalente. È ormai noto il danno alla fertilità umana dalla sua assenza”.

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