Abruzzo: il Consiglio di Stato impone la demolizione della conceria Sagifur

La conceria abruzzese Sagifur, accusata di disastro ambientale, era abusiva e va demolita. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, con una sentenza dello scorso 8 ottobre, che dà ragione al Comune di Rapino (Ch) che nell’anno 2000 emise due ordinanze: la prima intimava a Sagifur di sospendere l’attività di lavaggio e nobilitazione delle pelli nonché l’emissione di fumi e vapori; la seconda ingiungeva di demolire i capannoni della ditta costruiti senza concessione edilizia. Per entrambi i provvedimenti, il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune e al sindaco Rocco Micucci, oggi di nuovo in carica. “Le decisioni del Consiglio di Stato ristabiliscono anche la verità su chi ha sempre avversato quella che era un’attività fuori dalle regole, che oggi è anche accusata di aver contaminato le falde acquifere con sostanze cancerogene” ha commentato lo stesso Micucci. “Nell’attesa di conoscere l’esito del procedimento penale a carico dei proprietari della conceria, nel quale il Comune di Rapino si è costituito parte civile – continua il sindaco – la mia amministrazione assicurerà il ripristino della legittimità portando avanti la procedura per la demolizione della conceria e chiederà il disinquinamento dei siti contaminati, per chiudere definitivamente questo brutto capitolo della storia di Rapino”. (mv)

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