Addio a Ivo Nuti, ha fatto la storia della conceria toscana

È scomparso stanotte all’età di 79 anni il conciatore Ivo Nuti (nella foto), fondatore e presidente onorario del gruppo Nuti (concerie Nuti Ivo, Everest e Lloyd), che ha contribuito con le sue intuizioni, in particolare con la specializzazione nella concia di pelli per pelletteria di lusso e con la nobilitazione delle croste, a cambiare la storia del distretto santacrocese.

Nuti fondò nel 1955 la prima conceria, Nuti Ivo spa, con 15 dipendenti e una produzione orientata alle croste scamosciate per calzatura. Nei decenni successivi la crescita impone l’ampliamento dimensionale, con la costruzione di nuovi capannoni e uffici attorno alla sede originaria di via San Tommaso 150. Dal 1970 inizia la specializzazione in pelletteria di lusso ed a partire dal 1985 una quota sempre più rilevante della produzione viene destinata ai mercati esteri.
Per fare fronte alla forte crescita produttiva e al costante aumento delle richieste, vennero aperti nei vari anni altri stabilimenti produttivi con società separate. Nacquero così Lloyd (1982) ed Everest (1989). Oggi il gruppo Nuti ha una capacità produttiva complessiva di circa 2,5 milioni di piedi quadrati al mese destinate prevalentemente a calzatura e pelletteria, 160 dipendenti e un fatturato superiore ai 50 milioni di euro.
La fama di Nuti, uomo schivo e portato più al fare che all’apparire, è legata anche all’impegno che dedicò alle banche, con la presenza in diversi consigli di amministrazione, e alla Sat, società che gestisce l’aeroporto Galilei di Pisa, di cui è il secondo azionista dopo la Regione Toscana. La sua fiducia nelle potenzialità dello scalo pisano era totale e gli valse il soprannome di “conciatore volante”. I risultati degli investimenti effettuati sono noti: oggi Pisa, con 4,2 milioni di passeggeri nei primi 11 mesi 2012, è al decimo posto nella classifica degli scali nazionali. L’altra sua passione era il vino, settore in cui aveva investito negli anni ’60 acquistando in Chianti la Fattoria di Montecchio, un tempo appartenente alla nobile famiglia Torrigiani, che produce anche olio, miele e grappa.
Il Gruppo Nuti continua l’attività attraverso i figli di Ivo: Fabrizio (presidente e amministratore), Andrea (direttore finanziario) e Riccardo (responsabile sedi estere).

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