Appello dei conciatori alle banche: “Valutate la nostra redditività”

La conceria italiana è finanziariamente solida, ma ha bisogno di maggior sostegno da parte del sistema bancario. Si è tenuto stamane a Lineapelle un convegno/tavola rotonda su “Credito e finanza per la concia italiana”, moderato dal giornalista economico Stefano Righi, per fare il punto sullo stato di salute di un settore che, nonostante gli svantaggi concorrenziali subiti a causa dell’ingessamento delle banche italiane, appare in salute e nell’ultimo anno ha migliorato le proprie capacità di accesso al credito rispetto al passato. Dopo il crollo di affidamenti post 2008, l’industria di trasformazione della pelle appare come un malato in via di guarigione, che però necessita di cure e attenzioni specifiche da parte delle banche. Walter Peretti, presidente e amministratore dell’omonimo gruppo conciario, ha sottolineato come il sistema creditizio non dia il giusto peso nelle valutazioni alla capacità del comparto di produrre reddito, nonostante le problematiche legate ai costi e alle modalità di approvvigionamento. Claudio Cacciamani, docente di Economia degli intermediari finanziari all’Università di Parma, ha presentato una relazione sulle problematiche di accesso al credito e le condizioni economico-finanziarie dell’industria conciaria italiana, alla luce dell’attuale scenario europeo. All’incontro sono intervenuti il responsabile economia del Partito Democratico, Filippo Taddei; Monica Cellerino, regional manager per la Lombardia di Unicredit; Giovanni Zanelli di Cross Border, società di consulenza finanziaria internazionale.

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