C’era una conceria francese in Salento: oggi Lamarque è un albergo-museo

La cocneria francese di Maglie diventata un albergo-museo

Un’antica conceria a pochi chilometri dai calzaturifici salentini. È la bellissima coincidenza carica di storia e tradizione quella della Corte dei Francesi. È il nome dell’antica conceria dei fratelli Lamarque riportata alla luce a Maglie (provincia di Lecce).

Il recupero
Il protagonista del progetto di recupero si chiama Luigi Orione Amato. Nel 2003 ha l’idea di acquistare un antico casino di campagna per farne uno studio di grafica e comunicazione. I ritrovamenti durante i lavori cambiano i piani dell’imprenditore pugliese che oggi (insieme alla moglie e alle figlie Veronica, Chiara e Oriana) gestisce un albergo-museo. Qui si può soggiornare nella vecchia abitazione padronale dei fratelli Lamarque e in quelle che erano le stanze degli operai. Un vero e proprio tuffo nel passato della concia.

1300, 1500, 1800
“Il complesso è originario del 1300. Divenne casa a corte nel 1500 – spiega Veronica Orione -, ma è nel 1800 che i fratelli Lamarque, disertori in Francia, arrivano a Maglie e iniziano a praticare la concia della pelle in fossa. La loro produzione serve per realizzare i mantici delle carrozze e attrezzi utili per le attività contadine: selle e finimenti. Mio padre ha ricostruito tutta la storia di questo luogo e ha scoperto che i fratelli Lamarque, avevano conosciuto a Napoli tale Raffaele Garcia, mercante di pelli, che li aveva iniziati a questo business”. A Maglie “uno di loro sposò una ragazza del posto e il padre le diede in dote questo luogo, che diventò una conceria, attiva fino al 1852, quando venne pignorata a causa dei debiti”.

Cisterne per l’acqua piovana
Per conciare le pelli serviva molta acqua, bene quasi introvabile in Salento. Così, le scale del complesso sono scolpite per incanalare l’acqua piovana in un sistema di cisterne sotterranee, visibili ancora oggi e che si sviluppano anche dieci metri sotto il piano stradale. Un grande camino abitabile era utilizzato per riscaldare l’acqua utilizzata per conciare le pelli che avevano una caratteristica unica.

Il profumo della pelle
Le pelli conciate dai Lamarque erano famose perché profumate. La concia al vegetale, infatti, avveniva utilizzando ghiande della quercia Vallonea e di altre piante tipiche del territorio. Il terrazzo, invece, era il luogo dove avveniva la scarnatura e l’asciugatura delle pelli. Le vasche riportate alla luce dal restauro, in parte ricoperte di cocciopesto, un intonaco antico, servivano a macerare le pelli e, oggi, sono parte integrante dello spazio living dell’albergo insieme all’esposizione di moltissimi oggetti storici conciari. Sono quelli rinvenuti nella struttura affiancati a molti altri che Orione Amato ha raccolto in tutta Italia. (aa)

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