Certificazione anti-Covid: Incas è la prima conceria a ottenerla

Certificazione anti-Covid: Incas è la prima conceria a ottenerla

La certificazione fa riferimento alla nuova Specifica Tecnica ICEC TS422 relativa alla gestione dell’emergenza Covid-19 nelle aziende della filiera della pelle (concerie, in prima battuta, ma anche terzisti, manifatturieri e chimici). La prima conceria italiana ad averla ottenuta è Incas di Castelfranco di Sotto.

La prima conceria italiana

L’obiettivo dello schema è “di carattere probatorio e di garanzia alla clientela” in relazione a Covid-19. Attesta l’adozione di un sistema di gestione del protocollo aziendale utile a mettere in pratica le disposizioni necessarie in materia di salute e sicurezza dei dipendenti e dei luoghi di lavoro in situazione di emergenza. “La messa in sicurezza di tutta una serie di situazioni – spiega Stefano Giannotti, consulente strategico della direzione di Incas – avevamo già iniziato ad avviarla prima del lockdown, durante l’ultima settimana di febbraio. Per esempio, gestendo in modo differente tutti gli accessi e le aree comuni. Poi, abbiamo avuto la necessità di riunire le norme dei tanti protocolli emessi per gestirli in modo efficiente. Infine, abbiamo applicato il Protocollo redatto da UNIC – Concerie Italiane e dai sindacati, che abbiamo ritenuto il più stringente”. Dopo di che, la certificazione ICEC, che vede Incas nel ruolo di prima conceria italiana ad averla ottenuta.

Un investimento importante

L’ottenimento della certificazione è, per Incas, “un investimento importante”, sotto vari punti di vista. “Lo è – continua Giannotti – dal punto di vista delle risorse umane, da quello organizzativo, dei materiali, dei presidi sanitari, della cartellonista. Abbiamo fatto formazione non solo nei confronti di chi ha compiti diretti in mansioni come la sanificazione, ma di tutti i dipendenti. Abbiamo un sistema che permette di verificare in tempo reale tutto quello che accade in azienda, rilevando eventuali criticità”. Il livello di attenzione, in pratica, è “al 1.000×1.000, anche per quanto riguarda la gestione delle procedure di ingresso di clienti e fornitori, in modo da garantire a tutti la massima sicurezza, nel rispetto delle norme e dei protocolli. In tutto questo percorso la risposta, la collaborazione e la condivisione dei dipendenti e delle rappresentanze sindacali è stata ottimale”.

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