Dani e UniCredit: minibond da 4 milioni di euro per sostenere la crescita e completare gli investimenti 4.0

La notizia arriva da Arzignano e rientra nel contesto di quanto il settore conciario italiano stia facendo per sostenere la propria crescita, la propria modernità e la propria sostenibilità. UniCredit ha sottoscritto un prestito obbligazionario da 4 milioni di euro emesso dalla conceria Dani. Si tratta, come spiega l’amministratore delegato Giancarlo Dani, di “minibond”, innovativa soluzione che ci consente di completare gli importanti investimenti progettati e di proseguire la politica globale di espansione commerciale”. Nello specifico: si tratta degli investimenti varati dalla conceria vicentina a inizio 2018 e finalizzati a sostenere il piano industriale di cinque anni relativo all’ammodernamento dei macchinari e delle attrezzature in ambito Industria 4.0, mentre “da qualche mese – continua Dani – è iniziata la produzione del nuovo reparto concia di Dani e Volpi, a Ponte a Egola, che ci consentirà di fare fronte a nuovi clienti e a nuovi contratti. Viviamo un periodo di grandi cambiamenti. L’industria conciaria italiana è leader mondiale riconosciuta per le competenze, per la versatilità, per la qualità, per la velocità e il servizio. E deve continuare a credere in se stessa e a investire in una produzione di alta qualità”. Un fattore, quest’ultimo, che, secondo Dani, deve “permettere alla pelle italiana di rimanere saldamente ed esclusivamente prodotta in Italia, facendo sì che, nel mondo, chi cerca i pellami migliori debba per forza venire qui. La congiuntura vive di alti e bassi, ma chi, come noi con circa 70 anni di esperienza sulle spalle, fa un buon prodotto continuerà ad avere un buono spazio e, comunque, potrà sicuramente soffrire in minore misura nei momenti più difficili”. Conceria fondata nel 1950, Dani ha “circa 1.300 dipendenti distribuiti tra i vari siti produttivi in Italia e le attività estere, un fatturato in Italia di circa 180 milioni, di cui il 75% destinato all’export” e vive un presente, spiega il suo amministratore delegato “in cui possiamo dire di essere cautamente tranquilli, godendo di un buon momento”, che conclude: “Per conquistare i mercati più lontani bisogna fornire la qualità, un servizio di pronta consegna, di taglio e preparazione delle pelli: per questo dobbiamo necessariamente presidiare quei Paesi ed essere, quindi, presenti fuori dalla porta di casa dei clienti”.

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