Ebbene sì: Antonello da Messina, prima che pittore, è stato un “pellizzaro”

La prima arte appresa dal grande Antonello da Messina? Quella della concia delle pelli. Al maestro siciliano è dedicata una mostra in corso a Palazzo Reale, a Milano, aperta fino al 2 giugno. Pochi, però, sanno che, oltre ad aver appreso come concentrare il mondo “Dentro la pittura” (questo il titolo della mostra), Antonello da Messina sapeva anche come lavorare le pelli. Nato a Messina intorno al 1430, il grande artista avrebbe trascorso alcuni anni della sua giovinezza ad Alcamo, in provincia di Trapani. Qui lo collocano infatti alcuni documenti del Quattrocento e, in particolare, un contratto di garzonato sottoscritto da Antonello da Messina all’età di 15 anni in cui si impegnava a lavorare con il maestro conciatore di pelli Guglielmo Adragna d’Alcamo. Nel documento, datato 2 settembre 1438, un giovane “Antonellus de Missana, filius presbiteri Bartholomei de Missana” accetta un impiego di tre anni a bottega per imparare “l’arte del pellizzaro”. Il paese di Alcamo vanta una tradizione conciaria molto antica di cui restano ancora tracce grazie ad alcuni edifici recuperati e trasformati in abitazioni o alberghi. In particolare, i conciatori erano soliti utilizzare la corteccia del sommaco siciliano per il processo di concia dopo averne estratto i tannini.
Nell’immagine, il Ritratto d’Uomo di Antonello da Messina, conservato alla National Gallery di Londra e che si suppone possa essere il suo autoritratto.

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