Financial Times incorona la pelle (specie italiana): “Ora è protagonista anche delle collezioni estive”. E tornano i guanti

“La pelle si è trasformata da confortevole pilastro per le collezioni invernali ultra-lusso, in un leggerissimo tessuto per la primaveraestate”. Al Financial Times non si capacitano per la quantità di pelle che si trova nei cataloghi spring-summer 2019: “E non solo in quelli dei marchi che vantano leather heritage, come Tod’s, Gucci, Ferragamo e Loewe – continua l’articolo –, ma in un novero più ampio”. Merito delle tecniche di lavorazione che conferiscono al materiale, dagli scamosciati alle nappe, morbidezza, rifiniture e leggerezza prima impossibili. Per raggiungere gli obiettivi, spiega Financial Times, i brand lavorano “sempre più a stretto contatto con le concerie loro fornitrici, soprattutto italiane”. Ian Griffith, direttore creativo di MaxMara, riconosce grandi meriti ai bottali tricolori: “Le capacità tecniche di lavorazione della pelle degli italiani sono le migliori – afferma –. Ammiro gli artigiani che uniscono nuove tecnologie con metodi di lavorazione vecchi di secoli”.
Meraviglia britannica
Lo spazio per la pelle nella stampa britannica non finisce qui. Per l’attacco del pezzo, la redazione del Guardian sceglie la chiave della satira: “Se il recente stile politico di Theresa May può essere definito come caotico, miope e inconsistente, il suo look è più semplice da valutare”. Già, perché il premier inglese è (da sempre) molto attenta al fashion: così attenta che, appunto, è diventata il primo alfiere del trend del momento, il ritorno dei guanti. Il Guardian lo sottolinea: dalle sfilate dello scorso autunno alle recenti apparizioni di vip e personaggi pubblici, dal lusso ai marchi del fast fashion, i guanti hanno ripreso il centro della scena.

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