Imprenditori e sindacati uniti per l’eccellenza

È stato presentato stamane a Lineapelle, in una conferenza stampa congiunta tra imprenditori e sindacalisti (nella foto), il secondo “Rapporto socio-ambientale” sulle dinamiche settoriali. Previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro, lo studio mette in evidenza tutti gli aspetti di tutela dei lavoratori e dell’ambiente sui quali l’Italia – 16% della produzione mondiale di pelli conciate e 65% di quella europea – ha fondato la propria leadership. “Sono convinto che il futuro della conceria mondiale sarà in Italia, ma affinché questo avvenga dobbiamo continuare a dialogare e collaborare come finora abbiamo fatto” ha affermato il presidente Unic, Rino Mastrotto. ”Con i sindacati abbiamo ottimi rapporti” ha ribadito il conciatore toscano e consigliere nazionale Alessandro Francioni, che si è soffermato sul caso del depuratore di Fucecchio (indagine aperta per sversamento di scarichi inquinanti nell’Usciana): “Fatto grave, ma non è giusto che macchi l’immagine di un settore eccellente per tutela dell’ambiente”. Un richiamo da parte sindacale all’investimento in ricerca e formazione è stata l’occasione, durante la conferenza stampa, per ricordare la scandalosa situazione della Stazione Sperimentale di Napoli, da due anni gestita “in violazione della legge” da parte della Camera di Commercio di Napoli, che non ha mai nominato un consiglio di amministrazione e che non investe un tesoro di 1,8 milioni di euro incassati all’anno e derivanti dai contributi versati dai conciatori. Un passaggio, infine, sulla sostenibilità: “Pesa tra il 3 e 4% sul prezzo di vendita di una pelle conciata, ma resta in buona parte sulle spalle delle concerie. I clienti, che sfoggiano quest’eccellenza, dovrebbero accettarne anche gli oneri”. (ag)

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