Kenya, taglio del nastro alla conceria di Narok. Obiettivo: sfornare 13 tonnellate di wet blue al giorno

Il Kenya ha una nuova conceria. Venerdì il commissario della contea di Narok, George Natembeya, ha inaugurato ufficialmente l’avvio dell’attività dell’impianto costruito nella regione centro-occidentale del Paese e costato 900 milioni di scellini (circa 8 milioni di euro). Lo stabile, dove si lavoreranno le pelli provenienti dalle aree di Nyandarua, Narok e Kajiado, in passato poco utilizzate, ha già ospitato negli ultimi due mesi un progetto pilota di inclusione della popolazione locale impiegando 60 lavoratori, ma si tratta appunto solo di un primo step. Come ha infatti spiegato a kenyanews.go.ke Peter Bwogero, responsabile della pianificazione per la Ewaso Ng’iro South Development Authority (ENSDA) che ha seguito la costruzione, “ora la fabbrica lavora 1,5 tonnellate di pelli al giorno, trasformandole in wet blue, ma una volta che sarà pienamente operativa tratterà 13 tonnellate”. Il 75% dell’acqua utilizzata dalla conceria è riciclata attraverso “un efficace impianto di trattamento dei fanghi che utilizza l’osmosi inversa” ha spiegato Bwogero al quotidiano, aggiungendo poi che l’acqua purificata viene rimessa in circolo e utilizzata dagli stessi dipendenti della fabbrica e dal resto della popolazione locale. Secondo le stime riportate dal quotidiano locale, la conceria comprerà pelli e cuoio a oltre 10 volte il prezzo corrente, mentre la materia prima giungerà dagli oltre 10 macelli sparsi nella contea creando più di 1.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti. “Ci aspettiamo che la fabbrica generi un fatturato minimo di 180 milioni di scellini l’anno (circa 1,6 milioni di euro)” ha aggiunto Bwogero. Per il prossimo futuro, a completamento del progetto, il governo ha già messo sul piatto altri 500 milioni di scellini (4,4 milioni di euro) fissando come obiettivo di arrivare a produrre 20 milioni di paia di scarpe entro il 2022 e al contempo portare il valore dell’export della filiera a 50 miliardi di scellini (440 milioni di euro) nei prossimi 5 anni. Insieme alla produzione l’impianto servirà a coinvolgere e formare la popolazione locale nella lavorazione di articoli in pelle tra cui giacche, borse e accessori, da destinare anche al mercato dei souvenir trovandosi la fabbrica nei pressi della famosa riserva nazionale di Masai Mara. (art)

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