La Francia sta cambiando: nel 2018 boom dell’export del prodotto in pelle (+10%) e, per la prima volta, saldo commerciale positivo

La filiera francese della pelle nel 2018 esporta beni per 11,7 miliardi di euro (+10%). Gli acquisti dall’estero, invece, perdono l’8% (10,7 miliardi): per la prima volta il saldo commerciale del settore è positivo. Che cosa è cambiato? La domanda domestica si è allo stesso tempo contratta e rivolta a beni meno cari, mentre è aumentato il prezzo medio (a fronte della diminuzione dei volumi) dei beni venduti all’estero: rispettivamente la scarpa ha guadagnato l’8%, la pelletteria il 15% e i guanti il 7%. Lo riportano i dati elaborati dall’Osservatorio Economico del Conseil National du Cuir nella stessa nota congiunturale che evidenza l’exploit delle borse (7,3 miliardi di euro, +12%), il picco delle calzature (3,5 miliardi di euro) e la crescita in doppia cifra dell’abbigliamento in pelle (200 milioni di euro, +10%). Un boom del fatturato estero legato al prodotto d’alta gamma: “Il lusso à la française non smette di guadagnare spazio nei mercati esteri, soprattutto in Cina – commenta con una nota Frank Boehly –. La conservazione del nostro savoir faire rimane un rischio per la filiera e non possiamo che salutare con favore il coraggio e l’ambizione dei nostri professionisti che rivendicano la produzione made in France”.

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