La pelle etiope punterebbe al miliardo, se avesse ciò che le serve

La pelle etiope punterebbe al miliardo, se avesse ciò che le serve

Obiettivo: 1 miliardo di export. Lo pone per la pelle e la pelletteria il secondo piano di crescita varato dal governo di Addis Abeba. Per la pelle etiope è un progetto ambizioso. Ma, come emerge da una tavola rotonda della Ethiopian Broadcasting Corporation, il settore non riesce a decollare per la mancanza di valuta forte e dei prodotti chimici ausiliari.

La pelle etiope

Il presidente della Ethiopian Leather Industry Association, Tatek Yirga, ha illustrato obiettivi e difficoltà della filiera della pelle. Il potenziale, sostiene Yirga, è grande, ma alcuni ostacoli ne impediscono la piena espressione. Il più recente piano di sviluppo per il comparto varato dal governo prevede il potenziamento delle concerie e delle pelletterie per arrivare a oltre 1 miliardo di dollari annui di fatturato estero.Tuttavia la scarsità di valuta estera forte comprometterebbe l’approvvigionamento di pezzi di ricambio e prodotti chimici. Ciò determina una condizione complessiva nella quale, hanno spiegato gli addetti del settore, “molte aziende operano al di sotto delle loro capacità o hanno fermato l’attività”. Yirga ha sottolineato che “i calzaturifici faticano a ottenere credito in valuta estera dalle banche”.

La concorrenza

Tali incertezze finanziarie rischiano, sempre secondo Yirga, di compromettere lo sviluppo del settore. In India e in Bangladesh, secondo quanto evidenziato dagli esperti, le imprese del settore stanno andando bene, perché i governi forniscono loro incentivi e un buon contesto politico. “Trenta o quaranta anni fa, la capacità di produzione e concorrenza delle loro industrie era simile a quella dell’Etiopia, ma oggi sono molto più avanti di noi” attacca Yirga dalle pagine di allafrica.com. Il presidente di ELIA punta poi i fari sullo sviluppo di impianti di trattamento dei reflui come step per adeguare la produzione agli standard internazionali. (art)

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