L’importanza dei distretti, dell’export, della sostenibilità: UNIC presenta la concia italiana al pubblico di Unomattina

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I tratti identitari dell’industria conciaria e i temi che ne rappresentano la quotidianità per gli addetti ai lavori sono talmente noti da risultare scontati. Ma per il grande pubblico, invece, per quelle persone che quotidianamente usano capi in pelle, ma non ne conoscono la filiera di provenienza, gli stessi tratti identitari e gli stessi temi sono una sorpresa. Un territorio dove è giusto che qualcuno li accompagni nell’esplorazione. Per questo la presenza di Fulvia Bacchi, direttore UNIC – Concerie Italiane, negli studi di Unomattina Estate (foto piccola), format di intrattenimento di Rai 1, ha il valore del biglietto da visita della conceria per gli italiani che un bottale non l’hanno mai visto prima. Introdotto dalle immagini riprese in diretta presso la conceria Sciarada di Castelfranco di Sotto (foto grande), il direttore UNIC ha illustrato il valore economico, occupazionale e del radicamento sul territorio della conceria italiana, che “conta su 1.200 aziende e dà lavoro a circa 18.000 addetti. Le imprese sono concentrate per lo più in 4 distretti, Lombardia, Veneto, Campania e Toscana, ciascuno con la sua specificità”. Basilare l’export (“rappresenta il 75% della nostra destinazione e potrebbe crescere ancora”) e strategica la centralità della sostenibilità: “È il nostro punto di forza. Svolgiamo per definizione una funzione ecologica, utilizzando gli scarti dell’industria della carne. Le nostre imprese si sono mosse in anticipo, sin dagli anni ’70, per perfezionare il processo”. Per rivedere il servizio e l’intervista di Unomattina Estate, clicca qui (skippando al minuto 24:40)

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