Il “protezionismo particolare” del Kenya: tassa l’export di pelli e l’import diventa free

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Il Kenya, aggiorna il suo modello di protezionismo. La nazione africana, infatti, tassa l’export della sua materia prima dell’80% (e il wet blue del 10%) per permettere alle sue concerie “di sviluppare la propria attività, acquistando grezzo locale che, altrimenti, sarebbe venduto all’estero”. Ma in questi giorni ha fatto un passo oltre. Il governo locale ha deciso di abbattare il dazio all’import di pelli grezze, pari al 25%, per permettere ai propri opifici di acquistarne di maggior qualità, alzando il livello del proprio finito e venderlo alle manovie locali, in modo da dare fiato alla loro produzione, aumentare le paia da mettere in circolazione sul mercato interno e contrastare l’import di calzature asiatiche che, presto, potrebbe subire anch’esso un giro di vite protezionista: “Introdurremo presto – dicono, infatti, fonti ministeriali – incentivi fiscali per sostenere l’espansione del nostro settore della pelle.

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