Rino Mastrotto: 200 assunzioni e 350 milioni di euro nel 2023

Rino Mastrotto: 200 assunzioni e 350 milioni di euro nel 2023

In sintesi: diversificare paga. Firmato: Rino Mastrotto. Il gruppo vicentino ha chiuso il 2023 con numeri – tra fatturato e assunzioni – particolarmente significativi, soprattutto considerando in che modo si è conclusa la scorsa annata. Il CEO Matteo Mastrotto ci aveva espresso tutta la sua soddisfazione già a ottobre, durante Lineapelle, quando ci raccontò le ragioni di un rebranding che dal nome aveva cancellato la parola “group”, “perché siamo e dobbiamo ragionare come un brand”. Detto, fatto.

200 assunzioni e 350 milioni

Nel pieno di una fase di grande incertezza e profondo stand by, Rino Mastrotto (come si legge sul Corriere della Sera, dorso Veneto) ha chiuso il 2023 con “un’impennata di ricavi sopra i 350 milioni di euro e con una redditività al top nel settore”. Ma c’è qualcosa che va oltre il dato di bilancio. “il numero dei dipendenti, ulteriore indicatore di salute, si è incrementato con 200 nuovi ingressi, a superare i 1.300 complessivi”.

 

 

Artigiani industriali

“La nostra strategia di proporci come un brand sta funzionando – sono le parole di Mastrotto, raccolte durante Lineapelle 103, lo scorso febbraio -. Credo sia arrivato il momento di pensare in una maniera diversa. Bisogna tornare a essere artigiani: artigiani industriali. Non solo industria, insomma”. Un modo evoluto e contemporaneo di ritenere necessario alzare l’asticella del proprio modello di business. “Meno quantità, più qualità”, conclude Mastrotto.

Diversificare paga

C’è una base solida su cui poggiano tutte queste considerazioni: la diversificazione. Rino Mastrotto, negli ultimi anni, ha costruito attorno a sé un gruppo di filiera varcando progressivamente i confini della conceria. Prima ha acquisito Nova Osba e Carroll Leather. Poi Tessiture Oreste Mariani, Morelab, Mapel Group e Imatex. Infine, a dicembre 2023 ha inaugurato “lo spazio The Hub – si legge in una nota – nel cuore della Riviera del Brenta”. Obiettivo: “Rafforzare la propria posizione come partner per il mondo della calzatura di lusso”. Diversificare, qui, è stata “una scelta vincente – continua Mastrotto sul Corriere -. Sappiamo che il 50% del nostro business viene dal segmento moda, perciò, aggiungendo alle pelli anche tessuti, nastri e servizi accessori, abbiamo costituito un pacchetto di offerta che il mercato ha dimostrato di apprezzare. Facendo un bilancio a cinque anni, possiamo dire che siamo cresciuti sia aggregando altre aziende, sia con il nostro core business delle pelli”.

Completare la filiera

Una crescita che non prevede di fermarsi. “Andremo avanti – spiega Mastrotto – perché non abbiamo ancora completato la filiera e questo rimane il nostro obiettivo. Puntiamo ad aziende non particolarmente grandi, ma strategiche per il mercato del lusso, al quale ci rivolgiamo. La nostra idea-guida è creare un vero e proprio pool di imprenditori. Non è che noi compriamo e basta. Sono loro, gli acquisiti, che entrano a fare parte del gruppo e rimangono, tutti, con ruoli operativi. Comprare un’azienda può essere semplice. Più difficile, ma fondamentale, è trattenere le persone, magari completando un efficace passaggio generazionale”.

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