Sequestro di materiale alla conceria Valle Esina



La Polizia provinciale di Macerata ha posto sotto sequestro preventivo gli sfridi derivanti dalla rasatura del pellame che la conceria Valle Esina di Esanatoglia (70 dipendenti, attiva da 50 anni) utilizza nelle sue attività produttive. La ragione: erano stoccati in un’area esterna, senza le necessarie protezioni. Secondo i militari infatti, per evitare la dispersione delle polveri e delle particelle potenzialmente pericolose, il materiale sarebbe dovuto essere bagnato e protetto da teli forati. Valle Esina sottopone gli sfridi della rasatura a una lavorazione chiamata bricchettatura che, attraverso presse idrauliche, rigenerano il materiale trasformandolo in mattonelle di salpa (composte al 30 per cento di scarti e per il resto d’acqua). La salpa viene poi reintrodotta nel ciclo produttivo come materia prima. Il sequestro mette a rischio la produzione aziendale e Giorgio Pizzi (nella foto), imprenditore di 81 anni (al sesto mandato da sindaco di Esanatoglia), non accetta il provvedimento: “Sostengo questa azienda con i soldi di altre mie attività per non lasciare i dipendenti senza lavoro. Non generiamo il minimo inquinamento, avendo investito di continuo per migliorare sempre di più la nostra tecnologia ambientale”. Pizzi annuncia di essere pronto a lasciare l’attività, abbandonando per protesta anche il posto da primo cittadino: il sequestro preventivo, sostiene Pizzi, comporterà per Valle Esina un costo stimato di circa 150 mila euro, che in un momento di forte crisi economica rappresenta un ostacolo durissimo. (m.v.)

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