Ulivieri e quella vecchia polemica sullo stress in conceria

Lo schema si ripete dal 2001, quando Arrigo Sacchi, allenatore che aveva vinto tutto con il Milan degli olandesi e ct della Nazionale che fu sconfitta nel 1994 ai rigori dal Brasile ai mondiali Usa, si dimise dal Parma per “troppo stress”. Lo sostituì Renzo Ulivieri, che alla prima conferenza stampa obiettò: “Ma quale stress, ce l’ha chi lavora in conceria, non chi fa il mio mestiere”. Da allora, ogni qualvolta Sacchi si dimette per la stessa ragione – una malattia di cui evidentemente soffre – Ulivieri, che nel frattempo è diventato il responsabile nazionale della categoria allenatori, risponde sempre allo stesso modo: tirando in ballo le concerie. Ulivieri è di San Miniato, quindi proviene dal cuore del distretto conciario toscano, ma da quant’è che non entra in una conceria? Evidentemente ha in testa un modello piuttosto superato di impresa della pelle. Unic da canto suo ha ritenuto che fosse giusto dare una risposta all’ex allenatore del Bologna (fu lui a metter in panchina Baggio, nell’anno migliore del divin Codino, salvo poi doverlo riaccogliere in campo a furor di popolo) e ha scritto in una lettera inviata a un quotidiano locale: “Se stress è, certamente è positivo per l’economia e per il progresso; ma, a nome delle aziende rappresentate, voglio sottolineare che trattasi di condizione positiva, spesso ottimistica”. (ag)

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