Marche, controlli in tomaifici cinesi, chiusure e sanzioni

Ancora tomaifici cinesi sotto tiro nel distretto marchigiano. Nei giorni scorsi sono state compiute diverse operazioni, le più importanti riguardano la provincia di Macerata e quella di Ascoli.
A Corridonia, in provincia di Macerata, i Carabinieri hanno denunciato un cinese per utilizzo irregolare di manodopera minorile e per violazioni della legge relativa alla sicurezza sui luoghi di lavoro. In questo laboratorio, i militari hanno trovato una bambina cinese di 13 anni, impegnata ad incollare componenti di tomaie con del mastice. Sono stati identificati 18 lavoratori, di cui 13 in nero (sospensione dell’impresa e pesanti sanzioni pecuniarie). In un’altra fabbrica tre lavoratori, di cui uno in nero (sospensione dell’impresa, sanzioni pecuniarie in corso di quantificazione e denuncia penale del titolare). Nell’ultimo tomaificio sono stati due i lavoratori identificati, uno dei quali in nero (anche in questo caso sospensione dell’impresa e denuncia penale del titolare). Infine è stato denunciato il titolare di una pelletteria, sempre gestita da cinesi.
In provincia di Ascoli Piceno, altri due laboratori gestiti da cinesi (uno ad Offida e uno ad Acquaviva Picena) sono stati fatti chiudere dai carabinieri che hanno scoperto diverse persone che si trovavano al lavoro nonostante non fossero state assunte. Le due aziende sono state multate complessivamente per circa 23 mila euro. (m.v.)

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×
Sei un nuovo utente? Abbonati/Registrati