Operazione “Babele”, i legami dei falsi tra Fermo e Napoli


Le materie prime arrivano dal Fermano, la produzione veniva eseguita in Campania e la distribuzione e vendita dei manufatti soprattutto a Roma. Con l’operazione “Babele”, la Guardia di Finanza di Frosinone ha scoperto un’organizzazione criminale dedita alla fabbricazione e commercializzazione di articoli di abbigliamento e accessori (tra cui calzature) con marchi contraffatti (tra i quali Fred Perry, Gucci, Hogan, Dolce & Gabbana, Prada e Louis Vuitton), con base a Napoli e Giugliano e che aveva le sue diramazioni nelle province di Roma, Caserta e Fermo.
L’operazione “Babele” è stata avviata dopo che le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Cassino, durate oltre un anno, avevano permesso di rilevare che la produzione e commercializzazione degli articoli contraffatti veniva curata da organizzazioni criminali ben strutturate a Napoli e Caserta per la produzione; a Roma per la distribuzione e nel Fermano, per l’approvvigionamento delle materie prime. I finanzieri del comando di Frosinone hanno poi sequestrato tre opifici clandestini che producevano merce contraffatta e all’interno dei quali sono state identificate 19 persone che lavoravano in nero. All’interno degli stessi laboratori è stato rinvenuto tutto l’occorrente per la produzione di abbigliamento, scarpe e altri articoli: stampi, materie prime e costosi macchinari. Inoltre, sono state sequestrate diverse migliaia di supporti audio-video illecitamente duplicati, articoli e accessori per l’abbigliamento recanti i marchi oggetto della contraffazione.
Terminate le indagini, il gip del Tribunale di Napoli ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di 19 indagati e di divieto di dimora nei confronti di altri sette. (m.v.)

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