Quei consumatori “sostenibili” della Generazione Z: il 79% compra falsi

Hanno l’I-Phone. Acquistano su Amazon. Comprano sneaker. Stanno (come non perdono di dire le griffe) trainando i consumi del lusso. Cosi come, altrettanto, svariati studi spiegano che “sono consapevoli e attenti alla sostenibilità”, al punto che il 47% di loro si dichiara disposto “a spendere tra il 5 e il 20% in più per un accessorio o un capo provatamente green” ((fonte PwC). Peccato che, poi, risultano ben più che disposti a chiudere entrambi gli occhi di fronte alla convenienza di un prodotto contraffatto che acquistano senza molti scrupoli calpestando la sensibilità che gli viene attribuita.
Benvenuti nel mondo della cosiddetta Generazione Z, cioè i nati tra il 1995 e il 2010. A rivelare la loro pericolosa attrazione per i fake è uno studio di INTA (International Trademark Association) che ha analizzato i comportamenti di acquisto di centinaia di giovani tra i 18 e i 23 anni residenti in Argentina, Cina, India, Indonesia, Italia, Giappone, Messico, Nigeria, Russia e Stati Uniti. L’età è molto interessante: si tratta dei GenZ più “vecchi” e, in ultima analisi, di quelli che devono pagare di tasca loro quel che vogliono indossare, senza chiedere i soldi a mamma e papà. Non a caso, questo brutale bagno di realtà, porta il 79% degli intervistati da INTA a dichiarare di aver acquistato almeno un prodotto contraffatto nel periodo dicembre 2017-novembre 2018. Il report, il cui abstract è stato pubblicato su Fashion United UK, rileva che il 57% ha dichiarato di aver comprato falsi “perché non poteva permettersi l’originale”. Ne deriva, come spiega Jaqueline Mai di Insight Strategy Group (società che ha condotto lo studio per conto di INTA) che in questo caso la “moralità è messa a dura prova dalla mancanza di soldi”. (mv)

Immagine Shutterstock

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