Brexit: no deal, big trouble. La moda britannica alza la voce

La moda inglese contro Brexit No Deall

A Londra, il dibattito su Brexit no deal diventa sempre più incandescente. In campo, ora scende anche la moda. British Fashion Council (BFC) ha, infatti, chiamato direttamente in causa il governo di Boris Johnson (nella foto Imagoeconomica). Oggetto: denunciare l’impatto negativo che la moda britannica si troverebbe a dover gestire nel caso di un’uscita dall’UE senza accordo.

I timori sono tanti, milioni di milioni
Uno scenario che costerebbe tra gli 850 e i 900 milioni di sterline all’industria della moda del Regno Unito. Valore attuale del settore: 32 miliardi di sterline. Secondo quanto riporta Drapers, BFC si chiede se saranno le imprese o i consumatori a farsi carico di questi costi aggiuntivi. E ancora: cosa accadrà alle campionature in viaggio, ai sistemi logistici, alle spedizioni e alla questione fiscale?

L’impatto professionale
British Fashion Council è preoccupato anche per le modifiche al sistema di immigrazione. Più in generale, l’attenzione è focalizzata sul sistema dei flussi delle persone che lavorano nel mondo della moda nel Regno Unito. In particolare, BFC fa riferimento a quelli con una retribuzione più bassa che andrebbero incontro a delle maggiori difficoltà di spostamento e di permesso di ingresso nel Regno Unito.

Trovate l’accordo, subito
BFC esorta il governo a cercare un accordo con Bruxelles. Non solo. La moda londinese chiede anche di prevedere finanziamenti per incentivare la competitività delle sue imprese. Infine, chiede di analizzare tutti gli scenari possibili, le loro conseguenze per il settore moda e di ipotizzare le soluzioni “per affrontare questa nuova sfida”.

Intanto a Parigi…
Londra in difficoltà con Brexit? A trarne giovamento sarà (anche) Parigi. Anzi, il settore immobiliare transalpino sta già beneficiando dello stress in corso. Come scrive Les Echos, molti banchieri, gestori finanziari e manager di grandi aziende hanno messo in vendita la casa di Londra per acquistare in Francia. La fine della protesta dei gilet jaunes è un altro elemento che favorisce la rinascita di Parigi anche dal punto di vista commerciale. (mv)

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