Gilet Jaunes, ancora vandalismi e saccheggi: assaltate le boutique Longchamp, Bulgari, Zara, Hugo Boss e Lacoste

Tra saccheggi e incendi, i Gilet Jaunes sono tornati a devastare Parigi. Sabato scorso hanno preso di mira boutique dell’alta moda e negozi lungo gli Champs-Elysees per il 18esimo weekend di protesta contro il governo di Emmanuel Macron. Un lungo corteo ha invaso la capitale francese fin dal mattino, ma è nel tardo pomeriggio, verso le 17, che i manifestanti si sono scagliati contro la boutique del brand di lusso della pelletteria Longchamp, bruciando gli esterni, mandando in frantumi le vetrine e saccheggiando gli interni. Stessa sorte è capitata al negozio di abbigliamento della catena Zara, sventrato e poi svuotato di molti capi, alcuni rubati e altri semplicemente gettati in aria tra la folla. Poco dopo l’ira dei manifestanti si è abbattuta contro la boutique Bulgari, dove alcuni gilet gialli sono entrati facendo razzia di gioielli e pelletteria di alta gamma. Nel frattempo, le Forze dell’Ordine hanno cercato di contenere la furia dei manifestanti, disperdendo i presenti con il gas lacrimogeno e arrestando oltre 200 persone. Molti altri hanno continuato però a lasciarsi dietro incendi e devastazione, colpendo lo shop di Lacoste, quello di Hugo Boss e quello della catena di retail Celio. Nuovi gravi danni con i quali i marchi della moda internazionale si trovano a dover fare i conti loro malgrado ormai da mesi. Le proteste sono iniziate a novembre contro una tassa sul carburante ma presto il movimento si è allargato finendo per coinvolgere altri temi come quelli sociali. A farne le spese, è stata soprattutto la fashion industry: l’Istituto Francese della Moda ha registrato per il settore una contrazione delle vendite del 4,4% a novembre e del 5,2% a dicembre.

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