Caporalato, anche Manufactures Dior in amministrazione giudiziaria

Caporalato, anche Manufactures Dior in amministrazione giudiziaria

Il Tribunale di Milano ha posto Manufactures Dior in amministrazione giudiziaria per ristabilire il controllo delle sue catene di approvvigionamento. Gli inquirenti hanno appurato che la propaggine operativa di Dior Italia non riusciva a evitare che gli appalti o i subappalti della maison finissero in lavorazione presso pelletterie a gestione cinese inadempienti sotto più di un punto di vista. Il provvedimento segue quelli che hanno già colpito Alviero Martini SPA e Giorgio Armani Operations e si inserisce nell’ambito dell’azione di contrasto ai fenomeni di caporalato della Procura di Milano.

Manufactures Dior in amministrazione giudiziaria

Sono due, si apprende da il Corriere della Sera, gli anelli deboli della catena di fornitura di Manufactures Dior: Pelletterie Elisabetta Yang (Opera) e New Leather (Cesano Maderno). Tra il primo opificio e la maison francese vigeva una relazione diretta regolata da un documento chiamato Condizioni Generali di Acquisto, mentre quello con il secondo era mediato da una società fornitrice. In entrambi i casi i Carabinieri hanno trovato operai in nero o condizioni di lavoro insufficienti a rispettare gli standard di sicurezza. Le responsabilità di Dior? “Non aver verificato la reale capacità imprenditoriale delle società appaltatrici – si legge –. Non aver eseguito efficaci ispezioni o audit per appurare in concreto le effettive condizioni lavorative: i controlli sembrano più formali che sostanziali”.

 

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La necessità di bonifica

Il braccio operativo in Italia della maison francese è disposto a collaborare. Lo scorso 3 giugno, si apprende, ha presentato una memoria al Tavolo Tecnico per la lotta al caporalato attivo presso la Prefettura di Milano. Il documento illustra il processo di revisione dei modelli gestionali attivato dalla maison. In questo sarà affiancato da un professionista nominato dal Tribunale di Milano: spetta a Giuseppe Farchione il compito di “bonificare i rapporti con le imprese fornitrici” di Manufactures Dior.

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