Etica ed estetica del pallone in cuoio, dalla finale Mundial del 1930 ai 110 anni del Bari Calcio

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A Bari, per celebrare i 110 anni della nascita della squadra attualmente sesta in classifica in Serie B, oltre alle magliette celebrative sarà possibile acquistare scarpe da calcio e palloni d’epoca realizzati in cuoio e ispirati ai primi anni del ‘900 quando il football iniziò a diffondersi anche in Italia. Sia le scarpe, sia il pallone sono forniti insieme a un sostegno per essere esposti. Non è una scelta semplicemente vintage. Il pallone di cuoio, nonostante non si usi più in campo, resta un simbolo indiscusso del calcio e della sua storia, quasi sia l’espressione di un’estetica e di un’etica sportiva d’altri tempi. Qualche anno fa, infatti, Assogiocattoli organizzò una mostra dei palloni con cui furono giocati tutti i Campionati Mondiali di calcio. Tra questi anche quello della discordia utilizzato nella finale del 1930 tra Uruguay e Argentina. In mancanza di un accordo sul pallone da utilizzare, la FIFA decise che l’Argentina avrebbe scelto quello del primo tempo, l’Uruguay quello del secondo. I padroni di casa scelsero il Model T (foto piccola in basso), composto da 11 strisce di cuoio, più pesante rispetto alla “pelota” argentina (foto piccola in alto). Non a caso le due formazioni andarono al riposo sul 2-1 per l’Argentina, mentre nella ripresa i padroni di casa rimontarono fino al 4-2 finale. “Merito del pallone” si lamentano ancora oggi gli argentini… (mv)

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