Ghizzoni e Profumo indagati per il fallimento Divania

Secondo un’anticipazione de “L’Espresso”, sarebbero 16 i dirigenti di Unicredit, tra i quali Federico Ghizzoni e il suo predecessore Alessandro Profumo, ad essere indagati per il fallimento dell’azienda barese Divania, dedita alla produzione artigianale di divani, poltrone e chaiselongue. L’accusa è di bancarotta. Divania era un’azienda sana che, secondo i magistrati, fu mandata in rovina da Unicredit attraverso ben 203 derivati-trappola, “falsamente presentati come contratti a costo zero” che in realtà hanno esposto l’azienda a “rischi illimitati”, concretizzatisi in “perdite accertate per oltre 15 milioni di euro”. Esposizione che ha provocato prima la chiusura della fabbrica e poi il fallimento, decretato nel giugno 2011. Parisi, titolare di Divania, aveva denunciato l’istituto di credito per truffa e usura, chiedendo un risarcimento di 276 milioni di euro (più interessi). Per tutelarsi aveva registrato un video nel quale sono riportati gli incontri con i funzionari della banca. “Unicredit, in relazione alla vicenda, ancora una volta non può che ribadire fermamente la correttezza del proprio operato, di quello di ex esponenti e propri dipendenti ed è convinta che ciò potrà emergere dal vaglio delle sedi giudiziarie. Le vere ragioni del default di Divania – si legge in una nota dell’istituto bancario – sono peraltro contenute nella sentenza dichiarativa del suo fallimento del giugno 2011, confermate anche dalla Corte d’Appello di Bari. L’attuale ad di Unicredit, all’epoca dei fatti, ricopriva peraltro altri incarichi all’estero e quindi in nessun modo può essere coinvolto in questa vicenda”. (mc)

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