Gucci, dipendenti romani in sciopero contro il trasloco a Milano

Gucci sposta lo stile a Milano: dipendenti romani in sciopero

Ci mancava la grana dei lavoratori. Gucci ridimensiona le due sedi dell’Ufficio Stile di Roma per trasferirle a Milano entro il 1° marzo 2024. A 153 dei 219 dipendenti romani è stato proposto il trasferimento nel capoluogo lombardo. Ieri in via Banco di Santo Spirito c’è stata una manifestazione di protesta dei dipendenti romani della griffe organizzata da FILCTEM. Secondo il sindacato questa mossa si configura come un “licenziamento collettivo mascherato”, perché “molti saranno costretti a rinunciare al trasferimento e al posto di lavoro”. Secondo Gucci, invece, “il trasferimento verrà attuato nel pieno rispetto delle normative vigenti”.

Dipendenti romani in sciopero

Gucci sta attraversando un momento di restart manageriale, stilistico e commerciale. In attesa di risultati economici più confortanti, la griffe deve affrontare una nuova grana. Gucci ridimensionerà i due uffici creativi di Roma (in via del Banco di Santo Spirito e in via del Corso), trasferendone parte a Milano. A Roma, spiega Gucci, rimarranno l’atelier, parte del design office, nonché dei servizi relativi alle attività di supporto. Dei 219 dipendenti romani, 153 hanno ricevuto la proposta di trasferirsi a Milano. Secondo quanto scrive La Repubblica (da cui è tratto lo screenshot), non tutti avrebbero ricevuto le stesse offerte. Così, molti potrebbero rinunciare al trasferimento e al posto di lavoro e, quindi, hanno manifestato il 17 novembre, con la proclamazione dello stato di agitazione, tornando a scioperare il 27 novembre.

 

 

La versione di Gucci

“Il trasferimento preannunciato alle organizzazioni sindacali agli inizi di ottobre non prevede alcuna riduzione di personale. Al fine di agevolare quanto più possibile il trasferimento di tutti i dipendenti coinvolti – scrive Gucci in nota – la società ha previsto una serie di misure sia economiche che di fattivo supporto, particolarmente di miglior favore rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale”. La maison giustifica la decisione affermando che, accorpando l’ufficio creativo a Milano, i team coinvolti lavoreranno a stretto contatto “massimizzando così le necessarie interazioni e sinergie”.

Le possibili ripercussioni

I manifestanti sostengono che la decisione avrà un impatto sull’immagine del marchio e, soprattutto, sulla nuova collezione che verrà presentata a gennaio 2024. Anche perché “Gucci starebbe iniziando a fare tagli anche alla produzione in Toscana“, hanno aggiunto i sindacati, come riporta Euronews. (mv)

 

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