Il carnevale in pelle/2: la passione di Fabrizio Porcu tiene in vita la tradizione sarda dei Boes e Merdules

Tradizione, cultura e storia vivono in Sardegna anche grazie alla pelle. A Ottana, piccolo Comune di 2.300 anime in provincia di Nuoro, Fabrizio Porcu ha imparato da autodidatta e tiene viva l’antica storia dei Boes e Merdules. Le maschere, realizzate con pelli di pecore e di agnelli, appartengono alla tradizione carnascialesca del borgo e rappresentano la lotta tra la parte istintiva e quella razionale dell’uomo. Come racconta Alessandra Useli di vistanet.it, sentendosi legato alle usanze di Ottana, Porcu si è sempre mascherato. Con il passare del tempo, l’uomo si è reso conto che reperire il pellame necessario a realizzare i costumi diventava sempre più difficile e costoso: così, nel 2006, ha deciso di andare ad acquistarle direttamente nelle concerie per confezionare gli abiti con le proprie mani. “Confezionare le pelli, di pecora per gli adulti e di agnelli per i bambini, è un lavoro lungo che richiede pazienza – spiega -. Si parte dal lavaggio alla conciatura, finendo con la cucitura: si tratta di un procedimento che dura almeno tre settimane“. In cinque anni Porcu ha perfezionato la tecnica e nel 2011 è entrato a far parte dell’associazione culturale “Boes e Merdules” di Ottana, che attraverso i suoi spettacoli fa conoscere e tiene in vita questa affascinante tradizione. (art)

Foto da account Facebook di Fabrizio Porcu

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