Il sequestro di Pechino mostra che il fake è ripartito alla grande

Il sequestro di Pechino mostra che il fake è ripartito alla grande

In Cina il fake è ripartito alla grande. Nelle ultime settimane la dogana di Pechino ha sequestrato una quantità crescente di merce contraffatta. Gli ispettori hanno bloccato migliaia di pezzi delle griffe più famose. Quello dei prodotti “tarocchi” è un problema in crescita su cui gioca un ruolo indiretto, ma significativo anche la pandemia, come raccontano i casi registrati negli States e in Germania.

Il fake è ripartito

Il coronavirus ha determinato la crisi economica e finanziaria per molte aziende della moda. Tra i budget che hanno ridotto, dunque, c’è anche quello per la lotta alla contraffazione. Il problema emerge in varie parti del mondo, dicevamo, e in Cina in maniera particolare. La provincia in cui i produttori di falsi sarebbero più attivi è quella del Guangdong. Qui si realizzano soprattutto scarpe e capi d’abbigliamento fake. Se da un lato grandi piattaforme come Alibaba e JD.com hanno alzato il livello di guardia, altri portali di e-commerce non hanno fatto lo stesso: è qui che i venditori di merce illegale pubblicano i loro annunci, attirando in particolare i giovani.

 

 

Carico sospeso

La dogana di Pechino ha annunciato di aver sequestrato oltre 60.000 prodotti tra capi di abbigliamento e accessori contraffatti. I pezzi riportano il marchio delle più importanti case di moda del mondo tra cui Chanel, Louis Vuitton, Gucci, Adidas e Ray-Ban. Gli ispettori, come riporta chinadaily.com, hanno rinvenuto la merce all’interno di un container di una società della provincia di Shandong. È il maggiore sequestro di merce contraffatta dell’anno. Da gennaio ad oggi la dogana di Pechino ha bloccato oltre 93.000 articoli contraffatti per un valore complessivo di circa 343.000 dollari. (art)

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