La Francia ha il suo divieto al Meat Sounding, l’Italia forse

La Francia ha il suo divieto al Meat Sounding, l’Italia forse

Parigi dice basta alle etichette come “viande végétale” o “steak végétaux”. Con il decreto approvato a fine febbraio (che entrerà in vigore a maggio) l’Eliseo vieta ai produttori di alimenti alternativi alla carne di fare ricorso al Meat Sounding. A nomi commerciali, cioè, che richiamano i tagli e i trattamenti della carne naturale. Anche in Italia il ministero dell’Agricoltura (MASAF) ha preparato una norma simile (l’articolo 10 del cosiddetto DDL Carne Sintetica), che però al momento è ferma al palo.

Il divieto al Meat Sounding

La legge francese (già approvata nel 2020, poi sospesa per il ricorso di un consorzio di aziende delle proteine vegetali) attende ora il pronunciamento della Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Quella del MASAF, invece, attende il decreto attuativo che individui le diciture da proibire. Secondo le ricostruzioni de Il Foglio, questo però non arriverà presto, o forse non arriverà mai. Perché? A fine gennaio l’UE ha dichiarato “inapplicabile” l’intero DDL Carne Sintetica per vizi formali. E così a Palazzo Chigi, che ha aperto intanto un tavolo di confronto con Unionfood per tarare meglio una norma che come è scritta non è piaciuta a molti, non resta che lasciarla ferma (cioè senza decreti attuativi) pur di non vederla cadere in Tribunale.

Foto Shutterstock

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