L’appello funziona: c’è chi inizia il reshoring dalla Cina all’India

L’appello funziona: c’è chi inizia il reshoring dalla Cina all’India

L’appello funziona. Il membro dell’Assemblea Legislativa dell’Uttar Pradesh, Sidharth Nath Singh, ha annunciato che alcune aziende della filiera della pelle sarebbero interessate a spostare la propria produzione dalla Cina e dal Brasile in India. La prima a ufficializzare il suo reshoring è tedesca. Produce calzature e si chiama Von Wellx. Altri distretti del Paese, però, continuano a temere per il proprio futuro. Per esempio, conciatori, pellettieri e calzaturieri di Jalandhar devono fare i conti con il lockdown, ma anche con l’inquinamento e il rischio è di non aprire mai più.

L’appello funziona

La spinta del governo di Narendra Modi per attrarre le aziende in fuga dalla Cina comincia a dare i primi risultati. Come riporta l’agenzia di stampa Ani, la società tedesca Casa Everz Gmbh ha deciso di spostare la produzione del proprio marchio di calzature Von Wellx dalla Cina all’India. Le scarpe, soprattutto ortopediche e in pelle (a destra nella foto, immagine tratta da www.vonwellx), saranno prodotte nella città di Agra, nello Stato dell’Uttar Pradesh. La produzione avverrà in collaborazione con Iatric Industries. Il marchio tedesco è già presente con parte della sua produzione in India e vende le sue calzature in oltre 80 Paesi del mondo. Il ministro per le Micro, Piccole e Medie Imprese, Uday Bahan Singh, si è detto “molto felice di vedere che gli investimenti di Casa Everz, che darà lavoro a tante persone, arriveranno in India dalla Cina”. Ani riporta il reshoring tedesco genererà più di 10.000 posti di lavoro tra diretti e indiretti.

Non solo dalla Cina

La società tedesca non sarebbe l’unica interessata al trasferimento della produzione. Come riporta il portale theweek.in: “Ci sono altre aziende legate alla lavorazione della pelle in Cina e in Brasile con le quali il governo dell’Uttar Pradesh è in contatto”. Secondo un rapporto Bloomberg, il governo Modi avrebbe individuato una serie di aree da offrire, pari a circa 4.600 chilometri quadrati.

Ma il futuro è incerto

Però, in India non tutto funziona. Anzi. Le notizie che giungono dal mondo produttivo indiano non sono particolarmente positive. A temere per il proprio futuro è il distretto di Jalandhar, nel Punjab. Qui si concentrano 200 aziende legate alla lavorazione della pelle tra concerie, pelletterie e calzaturifici. “L’industria della pelle è stata colpita duramente – spiega a tribuneindia.com Ajay Sharma, segretario della Federazione Punjab Leather -. L’improvviso blocco ha interrotto la fornitura e l’esportazione di materie prime. Durante la pandemia il 60% degli ordini di esportazione è stato annullato in quanto i mercati sono stati chiusi a livello globale”. Il blocco delle concerie ha comportato un danno finanziario diretto, ma anche un contraccolpo indiretto dato dalle pelli che marciscono nei magazzini. Oltre al problema Covid-19 le concerie di Jalandhar devono affrontare quello dell’inquinamento. Alcune di esse che non rispettavano le norme ambientali sono state chiuse su indicazione del governo locale e della High Court di Haryana.

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