La forzata transizione indiana: aiuti per attirare i brand

La forzata transizione indiana: aiuti per attirare i brand

Il mondo della pelle indiana vive una inevitabile e forzata transizione. L’input non può essere altro che la pandemia da Coronavirus. Da un lato, gli addetti ai lavori prevedono un calo drastico delle esportazioni. Dall’altro il governo Modi prepara un imponente e complessivo pacchetto di aiuti da 266 miliardi di dollari. Obiettivo: stimolare tutta l’economia nazionale (filiera pelle compresa) per agganciare qualsiasi ipotesi di ripresa, ma anche attrarre nuovi investitori.

Negoziazione al ribasso dei prezzi

Molti operatori temono che le esportazioni di pelletteria subiranno un crollo. I clienti di Stati Uniti  ed Europa avrebbero iniziato una negoziazione al ribasso dei prezzi. Ma la dinamica riguarda, per ora, solo i produttori dei distretti di Unnao, Calcutta e Kanpur. In quest’ultimo, in particolare, 101 pelletterie orientate all’export hanno avuto il via libera per riprendere l’attività martedì scorso. Quello del Tamil Nadu, invece, è ancora in lockdown.

Non sappiamo quando potremo recuperare

Parlando con la testata indiana The Economic Times, il presidente del Council of Leather Exports per Calcutta, Ramesh Juneja, ha spiegato che “la perdita è di circa 1,5 miliardi di dollari. Non sappiamo quando saremo in grado di recuperare”. Se così fosse, il buco sarebbe compreso tra il 25 e il 27% delle vendite. Ogni anno, infatti, l’India incassa dall’export di prodotti in pelle tra i 5,5 e i 6 miliardi di dollari. Juneja spiega, inoltre, che “gli importatori di Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna e Germania hanno annullato gli ordini o li hanno sospesi. Alcuni di loro stanno anche ritardando i pagamenti“.

Una forzata transizione

Intanto, il primo ministro Narendra Modi ha annunciato un pacchetto di aiuti da 266 miliardi di dollari per stimolare l’economia. Ma non ha fornito ulteriori dettagli. L’intenzione, secondo i media locali, sarebbe quella di riorientare l’intera produzione indiana in modo da consentire al manifatturiero di svincolarsi progressivamente dalla Cina. Ma anche aprire nuovi canali di approvvigionamento di materie prime.

Grande come il Molise

Secondo un rapporto Bloomberg, Modi sarebbe pronto ad attirare le aziende che nei prossimi mesi lasceranno la Cina per il timore di nuove epidemie in futuro. Il governo indiano avrebbe già individuato una serie di aree da offrire, pari a circa 4.600 chilometri quadrati. Un’area, per intenderci, estesa grosso modo quanto il Molise. I terreni sarebbero destinati a 10 settori produttivi tra cui quello tessile e della moda. Sempre secondo quanto riferisce Bloomberg, Modi starebbe lavorando anche per alleggerire la burocrazia collegata all’acquisizione di terreni. Produttori con sede negli Stati Uniti, in Cina, Giappone e Corea del Sud avrebbero già manifestato il proprio interesse.

Nella foto Imagoeconima, Narendra Modi

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